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Un’estate al mare: via libera alle ferie, ecco la data secondo il ministro del Turismo

Massimo Garavaglia propone l’istituzione del Green Pass per il rilancio degli spostamenti in Europa e poi indica una data per la ripresa del settore: la Festa Nazionale.

Quando sarà possibile andare al mare, tornare a viaggiare, visitare le citta d’arte? E’ una domanda che a tutti frulla nel cervello da mesi. Una risposta prova a darla Massimo Garavaglia, ministro del Turismo in quota Lega. La sua proposta, ragionevole, è quella di istituire il “Green Pass” per il rilancio degli spostamenti turistici, ma dice che bisogna chiamarlo col suo nome: lasciapassare, un documento che affermi cioè se si è vaccinati, oppure se il Covid-19 lo si è fatto e si sono sviluppati gli anticorpi o, ancora, se si ha un tampone con esito negativo.

Ma con quali tempistiche? Servono date certe, per consentire agli imprenditori di programmare la ripartenza.

«Non si può programmare dopo, occorre farlo adesso – ha spiegato il ministro del Turismo Massimo Garavaglia intervenendo a Omnibus su La7  -. Ci sono attività che si possono aprire dall’oggi al domani come il barbiere. Altre no, come i grandi alberghi. Bisogna monitorare i dati e sulla base dei dati aprire il prima possibile. Abbiamo bisogno di programmare per essere veloci, altrimenti gli altri ci superano».

Così diventa essenziale per far ripartire il turismo, così come le grandi fiere, indicare una data certa. E allora il ministro del Turismo ne propone una, sulla scorta di quanto fatto dalla Francia che tiene nel mirino la propria festa nazionale (14 luglio) al pari degli Usa: «In Francia si parla del 14 luglio, negli Usa del 4 luglio, il 2 giugno è la nostra festa nazionale e potrebbe essere una data delle riaperture per noi», ha dichiarato Garavaglia: «Diamo protocolli seri e le date. C’è un dibattito molto ideologico sulle riaperture, noi non siamo ideologici. C’è anche nei media una posizione ideologica, non c’è il bianco o il nero. Dare solo segnali negativi è sbagliato perché l’economia vive anche di aspettative».

Capo Vaticano – Ricadi (Vibo Valentia)

“L’anno scorso non sapevano a cosa andavamo incontro – ha aggiunto -, questa volta abbiamo l’esperienza dell’anno scorso e un piano vaccinale che sta procedendo. Lavoriamo al Green Pass che prevede tre condizioni, il vaccino, avere avuto il covid e il tampone negativo. Non è discriminatorio e da noi esiste già in Sardegna. Pensi che bello se l’anno scorso avessimo dato retta a Solinas in Sardegna. E’ un modello che sta già prendendo piede, perché ad esempio ci sono già numerosi voli che procedono così”.

“La Grecia ha tante isole e per quello si sta muovendo in quella direzione, noi potremmo farlo. Il punto è creare meccanismi per cui sia semplice circolare. La direzione mi sembra abbastanza chiara”, ha detto Massimo Garavaglia, rispondendo ad una domanda di Alessandra Sardoni sul titolo del Messaggero relativo ad un piano del governo per creare isole covid-free anche in Italia. 

Il ministro era intervenuto anche, il giorno prima, a Porta a Porta spiegando, sollecitato da Bruno Vespa. che è il Paese è ormai diviso in due categorie: chi al 27 del mese riceve il suo stipendio fisso, e chi invece per avere uno stipendio deve lavorare ma gli viene impedito di farlo. Facile essere prudenti guardando alla prima categoria, meno semplice dare risposte oggi a chi appartiene alla seconda, ma , ha cocnluso Garavaglia: «è nostro dovere dare risposte anche a quelle persone».