Calcio

La Vibonese e la solidarietà. A Pasqua la nuova iniziativa solidale a tinte rossoblù

E quando l’emergenza Covid impone un nuovo stop, i ristoratori calabresi scendono ancora una volta in campo al fianco della Vibonese Calcio sabato 3 aprile per produrre 2.500 pasti caldi. Le pietanze verranno donate al Banco Alimentare della Calabria affinché le distribuisca ad altrettanti calabresi in difficoltà in occasione delle festività pasquali, così che non vengano sprecati gli approvvigionamenti di alcuni tra i più importanti ristoranti calabresi.

L’iniziativa è in linea con quanto la Vibonese Calcio, nelle ultime due stagioni di serie C, sta facendo posizionandosi tra i club più attivi nella promozione del territorio. In questo scenario il calcio e la cucina calabrese rappresentano una fonte di grande opportunità volendo rivolgersi al cuore e alla testa delle persone attraverso un linguaggio universale, comprensibile a chiunque ed abbattendo ogni barriera fisica, sociale e culturale.

Così come i ristoranti che vivono un momento di profonda crisi finanziaria, anche il calcio vive una situazione drammatica. Le società di calcio nonostante siano private degli incassi settimanali per la chiusura degli stadi ai tifosi e da un calo dei proventi pubblicitari, devono sostenere i costi per mantenere i rigidi protocolli sanitari: “In questo contesto – spiega la dirigenza rossoblu – crediamo che il nostro progetto possa essere un reale contributo al bene comune attraverso un’operazione di economia circolare a medio e lungo termine con l’obiettivo di valorizzare la Calabria come palcoscenico naturale e che possa rappresentare una cassa mediatica nazionale ed internazionale ma soprattutto diventare un  “laboratorio” rappresentato dall’immenso mondo del movimento sportivo e enogastronomico come momento di aggregazione. Un gesto significativo e tangibile che ha consolidato la fiducia riposta dalle aziende partner verso il brand Vibonese nonostante le difficoltà legate al Covid-19.

Il nuovo sito web della US Vibonese Calcio dedicato alle attività di Corporate social responsability www.alimentiamolasolidarieta.it riporta con trasparenza e essenzialità i numeri raggiunti grazie alla solidarietà dei Calabresi e non solo in questi lunghi mesi di lotta contro il coronavirus. Si parla di un totale che supera i 150 mila euro di donazioni in generi alimentari, ma anche di beni e servizi attraverso la divulgazione di una campagna di sensibilizzazione “Alimentiamo la Solidarietà” pari a un valore di circa 150.000 grazie alla collaborazione di media partner regionali e nazionali, tanti testimonial del progetto, volti noti dello sport, del giornalismo, dello spettacolo, dell’enogastronomia e della ricerca uniti da una generosità e una determinazione davvero straordinaria.

“Siamo ben lieti di accogliere la nuova offerta di sostegno a favore delle famiglie più bisognose della Calabria che ci viene dalla U.S. Vibonese e dai ristoratori della nostra regione -ha dichiarato Gianni Romeo – Direttore del Banco Alimentare della Calabria – È in queste occasioni, ancor più che sul terreno di gioco, che emerge il grande spirito di squadra dei ragazzi della Vibonese. Uniti per il comune obiettivo di offrire una Pasqua più serena e più “normale” a centinaia di genitori, nonni e bambini che diversamente non potrebbero festeggiare dignitosamente questa festività. Ancora una volta grazie a chi ha reso possibile questa iniziativa, perché oggi più che in qualsiasi altro momento della nostra storia, il bene non va dato per scontato”.

Questo comune sentire viene descritto nel volume recentemente pubblicato, volto a sostenere l’opera del Banco Alimentare che in Calabria aiuta quotidianamente oltre 130.000 persone. Si tratta soprattutto di anziani e bambini che ricevono generi alimentari di prima necessità: “Non si tratta di un’operazione mediatica, improntata alla provvisorietà del momento – spiegano ancora i dirigenti della Vibonese – ma di un’opportunità costruita con coraggio per creare i presupposti ed una prospettiva affinché la Calabria, terra da sempre in emergenza, possa trovare, anche attraverso iniziative simili, la forza e lo spirito per riscattarsi. Si tratta, in fondo, di investire in opere che edificano la responsabilità etica e l’impegno umano e civile. Confidiamo che questo auspicio sia un seme dai frutti prodigiosi. L’idea che abbiamo della nostra società futura parte anche dal mondo dello Sport e della Cucina e grazie ad esse può essere alimentata”.

“Ancora una volta la Vibonese scende in campo a sostegno del territorio e di chi in questa emergenza ha perso anche il sorriso – dichiara Pippo Caffo, presidente della U.S. Vibonese Calcio – Sono ormai diverse mesi che siamo al fianco del Banco Alimentare Calabria. Abbiamo conosciuto una quotidianità terribile, aggravata dalla pandemia sanitaria trasformatasi presto in crisi economica che per molti ha significato azzerare completamente le già poche risorse di cui si poteva disporre. La Vibonese c’è e ci sarà nel tendere la mano a chi ne ha più bisogno con la speranza di rivederci presto allo stadio.

“Vorrei esprime la mia più profonda gratitudine per il lavoro svolto in sinergia e per collaborazione di tutti – aggiunge Daniele Cipollina direttore Marketing della U.S. Vibonese Calcio – sono sicuro che insieme potremmo raggiungere anche questo obiettivo, grazie al vostro prezioso sostegno potremmo mettere in campo ancora una volta con grande rapidità la più importante delle Partite e raccontare il vero volto della Calabria. Il nostro obiettivo e sviluppare attraverso il nostro progetto manifestazioni e attività di comunicazione che possano meglio raccontare il grande cuore della Calabria con l’obiettivo di sostenere l’agroalimentare regionale attraverso un’importante occasione in cui la Cucina Calabrese scende in campo con l’obiettivo di innescare un meccanismo di promozione e di condivisione, a sostegno del territorio attraverso la solidarietà. La generosità va educata, sostenuta e alimentata. Con la nuova ondata del virus, vedo il rischio di un individualismo di ritorno deleterio per la convivenza civile. Credo che ognuno dovrebbe fare la sua parte. Prima di tutti le Istituzioni attraverso un minimo riconoscimento operativo che faciliti e sostenga iniziative che sappiano esprimere una grande opportunità di crescita economica sociale e culturale per l’intera comunità”