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Capistrano candidata a Capitale della Cultura, l’idea del sindaco Marco Martino

Il primo cittadino del piccolo centro vibonese hja firmato la candidatura, il progetto è di coinvolgere tutta la Valle dell’Angitola.

Non finisce mai di stupire Marco Martino, sindaco di Capistrano. Sua la decisione di tentare un’impresa, quella di candidare il piccolo centro dell’angitolano a Capitale Italiana della Cultura 2024. Una sfida ardua quella del giovane primo cittadino, ma che allo stesso non impedisce di sognare, consapevole che tutto il territorio andrebbe valorizzato per tutto il suo patrimonio.

«Capistrano è magnifica e noi vogliamo osare tanto – ha commentato il sindaco– ed ho appena firmato infatti la candidatura a Capitale della cultura italiana. Forse una provocazione. Un sogno forse irraggiungibile, ma comunque perseguibile. Un traguardo che potrebbe incentrare grande attenzione sul piccolo borgo. Noi abbiamo un grande potenziale e pertanto vogliamo osare. ’impegno e la dedizione portano sempre grandi frutti.A prescindere dal risultato, ci impegneremo immediatamente dopo ilperiodo estivo a redigere un progetto magnifico che possa far sì che Capistrano, comunque andrà la competizione di scelta, ne possa uscire a testa alta».

Ricordiamo che tra i tesori di Capistrano ci sono i dipinti di Pierre Augusto Renoir, ma allo stesso tempo potrà coinvolgere tutta la Valle dell’Angitola, da Filadelfia passando per Francavilla Angitola, Polia, Monterosso Calabro, Maierato, Filogaso,San Nicola da Crissa e Vallelonga. La Valle dell’Angitola che ha un patrimonio immenso come più volte hasottolineato il presidente della Con-sulta delle associazioni Antonio Parisi,il quale ha proposto al parco delle Serre una cartellonistica che evidenzii punti di maggiore interesse. Se pensiamo al territorio, nei 9 comuni ci sono tutte le peculiarità, dai musei passando per dipinti di grandi pittori,a Vallelonga c’è anche il Cefaly, fino ai siti archeologici come Rocca Angitola e Castelmonardo. Dunque, l’idea di Martino alla fine non è poi campata in aria, consapevole che il territorioha tanto da offrire nonostante l’elevata percentuale di spopolamento. A maggiore ragione andrebbe sostenuto, in particolar modo da amministratori lungimiranti che non badano solamente a coltivare il proprio orticello.