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Il coraggio di Angela, verso il settimo giorno di sciopero della fame per la commerciante vibonese

Inizia la sesta notte nel suo negozio di abbigliamento – chiuso per decreto dal Governo – lei non si arrende: ” Sono tosta, dovranno darmi ascolto” .

E’ coriacea Angela Bonaventura e non demorde. il suo sciopero della fame va avanti e domani, domenica 15 novembre, sarà il settimo giorno senza cibo. Solo liquidi per lei, seguita e monitorata costantemente dal suo medico, e nessuna tentazione. “Sono qui e non mi muovo, voglio risposte da chi ci governa e dalla politica, noi commercianti siamo stati mandati allo sbaraglio e molti di noi saranno costretti ad abbassare definistivamente le saracinesche causa covid, Servono aiuti immediati e sostanziosi”- ci dice affacciata davanti la vetrina del suo negozio di abbigliamento su via Popilia a Vibo Valentia.

Come stai Angela, le chiediamo. “Per il momento sto bene – risponde – Devo ringraziare tutti quelli che mi stanno vicino e che mi hanno manifestato la solidarietà, ma vorrei che la mia voce arrivasse oltre la città, a chi ci governa, alla Regione, a Roma. Siamo allo stremo in tanti e ci servono aiuti concreti, per adesso ho sentito soltanto parole, ma servono i fatti. Paghiamo per una sanità disatrata e non per colpa nostra. Adesso ci aiutino, ma seriamente“.

E intanto Angela è arrivata al settimo giorno di sciopero della fame e non intende mollare.

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