Opinioni

Vibo Marina, una realtà ancora in cerca di una sua identità

Riflessioni, il giorno dopo Ferragosto, su quanto si potrebbe e dovrebbe fare per favorire lo sviluppo di un territorio e di una comunità

C’è un dovere che dovrebbe considerarsi inderogabile in chi si sente la “chiamata” al ruolo di amministratore, a svolgere attività politica ad essere parte attiva di una comunità. Questo dovere è analizzare con spirito critico la realtà e poi programmare, agire, passare ai fatti lasciando ad altri le parole, le lamentazioni, la protesta fine a se stessa, senza proposte o alternative.

Un dovere ancora più forte dovrebbe riguardare chi questo ruolo intende svolgerlo in una città – Vibo Valentia – da troppo tempo accucciata sul rimpianto del tempo che fu, mentre niente accade che ne concretizzi il rilancio, la ripartenza.

Come se non bastasse, vi è all’interno della città una realtà ancora più specifica e dolente: Vibo Marina, le sue frazioni a mare, quelle che, con un termine non proprio felice, sono dette le Marinate.

Il giorno dopo Ferragosto – questa festa che per tradizione rappresenta il clou della bella stagione e che anche quest’anno ha dovuto fare i conti con la pandemia e le nuove norme anti-contagio – Vibo Marina offre ad un osservatore che vuole riflettere spunti interessanti quanto contradditori.

La premessa, innanzitutto: i calabresi, comunque, non hanno rinunciato al relax e alle grigliate (rigorosamente in famiglia o con amici stretti) ed alle gite fuori porta tra mare e monti. Spiagge affollate, con una buona presenza di turisti, soprattutto lungo la Costa degli Dei.

Già. La Costa degli Dei!

Il tratto del Tirreno che da Pizzo a Nicotera offre alcune delle zone più incantevoli, più apprezzate e rinomate, riconosciute internazionalmente.

Vibo Valentia ne è – ne sarebbe – il capoluogo. E la sua Marina dovrebbe assumere il ruolo di riferimento così come i turisti le hanno assegnato.

Infatti, Vibo Marina, quasi a dispetto di chi non riesce ancora a darle una precisa identità, svolge – già e comunque – un suo ruolo, un compito. Lo si è visto proprio ieri, nella giornata di Ferragosto, quando già dalle prime ore del mattino, il porto di Vibo Marina registrava il pienone di turisti a caccia del primo aliscafo per le Isole Eolie, mentre a pieno carico iniziavano a viaggiare anche i vaporetti per le mini-crociere.

Era nelle previsioni che quest’anno, dopo il rallentamento delle misure anti-covid, si registrasse un notevole incremento di flussi turistici e di viaggiatori che avrebbero scelto le mitiche “Sette Sorelle” per una vacanza o una breve escursione. Eppure, nulla è stato programmato per fare di Vibo Marina il punto di riferimento, di accoglienza, di intrattenimento, ovvero: trasformare questa fortunata situazione in occasione di crescita economica, di promozione del territorio, di attrattiva per rendere il turista non solo di passaggio, ma fruitore di opportunità. Per il miglioramento di chi qui vive e opera.

Insomma, una condizione di potenzialità vanificata, non presa in considerazione, abbandonata a se stessa.

Una situazione ancor più colpevole, se si pensa che proprio ieri, nel giorno di Ferragosto, oltre ai pontili già ammirati ed accoglienti per imbarcazioni di tutto rispetto, il mare di Vibo Marina ha ospitato, sulla stessa banchina “Bengasi” da dove partivano i turisti per le Eolie, il megayacht “Invictus”, che con i suoi 66 metri di lunghezza e 13 di larghezza rappresenta uno dei massimi esempi di architettura navale. Partita da Montecarlo il 1° agosto, la lussuosa imbarcazione a tre ponti ha toccato, prima di raggiungere lo scalo vibonese, i principali porti del Mediterraneo centro-settentrionale. 

Una presenza che ha contribuito ad evidenziare la grande contraddizione che qui si vive: da un lato una piacevole sensazione di piena vitalità che, in questo periodo dell’anno, caratterizza il porto di Vibo Marina nel settore diportistico e in quello dei collegamenti turistici; dall’altro l’indifferenza con la quale chi dovrebbe programmare ma non si rivolge ad un settore che reclama invece un’attenzione ancora maggiore in quanto conferma, proprio in queste occasioni, l’importanza dell’economia legata al mare per lo sviluppo del territorio vibonese.

Perché a Vibo Marina si vive anche un turismo d’élite grazie al porto turistico, meta ogni anno di alcune tra le personalità più influenti e facoltose del mondo, che lo scelgono per il loro attracco estivo, ma che la città disconosce, non sa accogliere, non trattiene. E poi c’è un turismo di prossimità, quello cioè che sceglie mete vicine casa raggiungibili per lo più con un breve viaggio in machina. La balneazione rappresenta in questo caso la principale attrattiva turistica e la città può offrire le spiagge di Vibo Marina, Bivona, Trainiti. Le spiagge vibonesi che nel mese di agosto ospitano ogni giorno circa 10.000 presenze di chi è alla ricerca di benessere e svago tra spiagge libere e lidi in concessione.

Il mare, quindi, come una delle voci principali dell’economia del territorio comunale. Ma…

È spiacevole un mare che in alcune ore del giorno cambia colore in maniera preoccupante e presenta rifiuti galleggianti. Perché accade? Non è da considerarsi un attentato all’economia del territorio? Un’azione di sabotaggio da denunciare alle autorità competenti perché sia avviata un’indagine serie, un urgente approfondimento che individui le cause, aiuti a risolvere il problema, scopra e condanni i colpevoli in maniera esemplare. La magistratura, siamo sicuri e fiduciosi, non sarà indifferente dinanzi a una situazione del genere.

Il microclima marino nel suo insieme merita costante attenzione, è da tutelare al meglio da parte di tutti, ogni giorno ed ancor più nel periodo estivo; perché rimanga il bel mare di Vibo Marina.

Vibo Marina, una realtà urbana per la quale pensare un futuro all’altezza delle sue potenzialità.