Costume e società

Spreco alimentare, quasi 1 calabrese su 2 guarda alle app per fare la propria parte

Negli ultimi anni è aumentata la sensibilità verso gli sprechi alimentari.
Un problema moderno che non a caso gli abitanti della Calabria cercano di risolvere anche con le nuove tecnologie: quasi uno su due (47%) infatti si dice interessato ad app che permettono, ad esempio, di comprare a prezzi inferiori prodotti agroalimentari invenduti, o imperfetti o prossimi alla scadenza, e un ulteriore 14% ha già avuto esperienza di questi strumenti.
Lo evidenzia l’ultima ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua dedicato all’agricoltura e alle abitudini d’acquisto. Un dato importante, che sottolinea una sensibilità verso cui anche la pandemia di Covid19 può aver contribuito.
Oltre alle app, i calabresi cercano di limitare gli sprechi anche con metodi più tradizionali: il 69% dichiara di controllare sempre le scadenze dei prodotti agroalimentari, il 43% investe tempo per fare dettagliate liste della spesa così da comprare solo il necessario e oltre uno su quattro (29%) fa più volte la spesa in settimana per evitare di accumulare troppi prodotti in casa.
Anche per quanto riguarda la conservazione degli alimenti, i calabresi usano strategie semplici ma efficaci, come conservare e, quando possibile, congelare il cibo che non si consuma subito (41%).
Una coscienza, questa, che abbraccia anche i prodotti “meno belli” a vedersi: ben il 57% non trova problemi nell’acquistare di norma prodotti dell’agricoltura con piccole imperfezioni, come frutta e verdura con ammaccature o dimensioni diverse da quelle tradizionali. Anzi: per quasi uno su cinque (18%), i consumatori sono oggi troppo esigenti nel volere solo prodotti perfetti.
Ma l’attenzione alla sostenibilità è una “richiesta” che i consumatori fanno alle stesse aziende, tanto che più di uno su due (59%) tende a premiare nei suoi acquisti quelle che si mostrano più sensibili.
Perché oggi le imprese, confermano gli abitanti della Calabria, hanno una grande responsabilità verso l’ecosistema ambientale e sociale. Ma in che modo possono fare la propria parte?

Il 47% ritiene che sia importante che i produttori ottimizzino l’uso di risorse energetiche e idriche mentre il 43% vede nelle campagne di sensibilizzazione rivolte al grande pubblico l’attività più importante.
Secondo il 33% le aziende potrebbero trovare canali di vendita dedicati per i prodotti imperfetti per ridurre gli sprechi e un ulteriore 22% pensa a iniziative che coinvolgano produttori e associazioni a sostegno dei meno abbienti, coniugando così la lotta allo spreco all’aiuto dei più deboli.