Costume e società

Verso il “Distretto del Cibo” nel Vibonese per le filiere enogastronomiche e ittiche

Si è tenuta la prima riunione di partenariato organizzata dal Cogal Monte Poro – Serre Vibonesi

La prima riunione del partenariato pubblico-privato per il riconoscimento del Distretto del cibo del territorio rurale vibonese, si è svolta in modalità da remoto. L’incontro, promosso dal Cogal Monte Poro-Serre Vibonesi, è servito per discutere e condividere l’impostazione programmatica del Distretto del cibo del territorio rurale vibonese, relativamente alla manifestazione di interesse della Regione Calabria pubblicata sul B.U.R.C. del 30 aprile 2021.

Nel corso della riunione,  i diversi interventi hanno sottolineato l’esigenza, resa ancora più urgente dagli impatti economici e sociali della pandemia, di mettere a punto uno strumento, qual è appunto il Distretto, capace di svolgere un ruolo strategico per promuovere e valorizzare le filiere agroalimentari e ittiche del territorio, favorendo l’integrazione tra le diverse attività agricole, agroalimentari, della pesca artigianale e di promozione e salvaguardia complessiva del territorio.

«Nello specifico – ha affermato Raffaele Greco, presidente del Cogal Monte Poro Serre Vibonesi – è necessario lavorare per interconnettere le attività di produzione, trasformazione e valorizzazione dell’agroalimentare e della pesca con le attività turistiche e di ricezione. Con ciò, assecondando e valorizzando le straordinarie potenzialità del territorio vibonese che, come noto, in una ristrettissima area geografica, può vantare molteplici risorse (beni paesaggistici, ambientali e culturali di enorme varietà e bellezza, prodotti agroalimentari e della piccola pesca costiera, eno-gastronomici e artigianali, di grande qualità e tipicità, storia ultramillenaria), difficilmente riscontrabili in altri contesti territoriali». 

Il progetto del Distretto intende promuovere il concetto di ruralità quale traino dello sviluppo sostenibile del territorio, «per riorganizzare le identità locali e favorire la messa in rete delle eccellenze e delle tipicità, a partire dagli importanti risultati esitati dal Progetto transnazionale “Medeat”, sulla caratterizzare dell’offerta locale, con la prima definizione, sul territorio vibonese,  degli itinerari eno-gastronomici e culturali. 

«Ciò, nella consapevolezza della formidabile crescita – ha concluso Greco – che, negli ultimi anni (prima ovviamente della pandemia), hanno avuto i temi legati al mondo della gastronomia e dei prodotti tipici e di alta qualità, dove il “cibo”, per alcune fasce di turisti, rappresenta la motivazione principale degli spostamenti e delle vacanze, superando l’ottica escursionistica e occupando sempre più spazio e tempi ben definiti che possono andare dal weekend all’intera settimana».