Opinioni

Pasqua è rompere i sigilli di morte e riappropriarsi della vita

Le riflessioni di Mons. Giuseppe Fiorillo sulla lettura del Vangelo del giorno di Pasqua

Oggi è Pasqua di liberazione e memoria di un sepolcro vuoto, segno di vita sulla morte. Apriamo i Vangeli della Passione e raccogliamo qualche notizia su questo unico ed irripetibile Evento della Storia.

Gesù dalle autorità religiose e civili viene ritenuto un uomo pericoloso, perché, con le sue novità, mette in crisi tutte le tradizionali sicurezze; e, quindi, anche se necessita ricorrere ad un falso processo, deve essere condannato a morte di croce, quale monito, soprattutto, per i suoi numerosi seguaci. Morto Gesù in croce, finito il pericolo, passata la paura? No!

Il Morto continua ad angosciare le autorità religiose. Difatti la sera stessa di quel Venerdì i Capi dei Giudei si recano da Pilato per chiedere che il sepolcro venga sigillato e custodito con dei turni di guardia, dato che quel malfattore in vita più volte aveva affermato che, una volta ucciso, sarebbe risorto dai morti dopo tre giorni.

Pilato, infastidito dalla presenza ipocrita dei sommi Sacerdoti ed angosciato per aver condannato a morte un innocente, li liquida accettando le loro richieste.

Gesù, quindi, per decreto di Pilato e del Sinedrio, viene sigillato nel sepolcro e guardato a vista dai soldati romani e dalle guardie giudaiche. Ma, nonostante tale sicurezza, all’alba del terzo giorno, Gesù rompe i sigilli, rotola la pietra e si presenta con tale luce da spaventare e far fuggire le guardie giù verso la città.

Pasqua è rompere i sigilli di morte e riappropriarsi della vita!

Sono tanti i sigilli di morte nel nostro vivere civile, religioso, sociale e, noi siamo chiamati a romperli e riprenderci tutte le libertà, che ci consentono di vivere secondo Verità e Giustizia.

Per raggiungere questo ideale di buona vita è necessario rompere:

– i sigilli dei potenti della terra che soffocano poveri, diseredati, reietti. Impresa difficile, ma non impossibile alla luce del Risorto.

– i sigilli delle mafie, dei corrotti, che infestano i nostri territori e che, in tempo soprattutto di pandemia, con azioni malvagie, si impadroniscono di tutto;

– i nostri sigilli; sì, ci sono i nostri sigilli su famiglia, scuola, chiesa, ufficio, lavoro con i quali, spesso, ci costruiamo un piedistallo sul quale salire e dominare…

Buona Pasqua nella gioia del Signore Gesù Risorto