Opinioni

L’invito di don Fiorillo: Talità kum, per affrontare con coraggio il nuovo che arriva

Le riflessioni sul Vangelo della domenica. Tanti spunti per meditare e crescere nella fede,

Carissime/i
oggi, tredicesima domenica del tempo ordinario, la liturgia ci presenta con questo racconto di Marco (Mc 5,21-43) due miracoli operati da Gesù: la guarigione della donna che soffriva per la perdita di sangue da dodici anni e la Resurrezione della figlia di Giairo, capo della Sinagoga di Cafarnao.
Sulla malattia della donna che aveva risvolti di tipo rituali e sociali, narrati nel Levitico 15,25-27,Marco tesse una divertita ironia nei confronti dei medici: “aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi, senza nessun vantaggio, anzi peggiorando”.
In questa narrazione di Marco avvertiamo due modi per accostarsi a Gesù: quello della folla e quello della donna e quello di Giairo. “Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno” .
La folla segue Gesù quasi passivamente: lo seguono gli altri, lo seguo anch’io; è importante per gli altri, lo è anche per me. E’ in embrione quello che, oggi, la psicologia chiama il divismo.
Non così per la donna che, da dodici anni, soffre e alla quale non interessano gli altri, ma soltanto Gesù: “se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita”.
A questa fede semplice, ma personale, Gesù risponde: “figlia la tua fede ti ha salvata vai in pace e sii guarita dal tuo male”.
Delicatezza di Gesù: attribuisce alla donna, non a se stesso, il merito del miracolo.


La stessa fede semplice troviamo in Giairo, nella cui casa la morte aveva messo il nido, “il quale come vide Gesù gli si gettò ai piedi e lo supplica con insistenza: la mia figlioletta sta morendo, vieni ad imporle le mani perché sia salvata e viva”.
Gesù va e trova la fanciulla di dodici anni morta e, alla presenza dei soli genitori e tre dei suoi discepoli, grida: “talità kum”, fanciulla alzati.
E subito la fanciulla si alzò e camminava. Gesù ordina ai genitori di dare da mangiare alla figlioletta…Nutrire, cioè , la rinata con pane, sogni, carezze e fiducia.
Anche, oggi, Gesù grida all’umanità, morta a tanti valori comunitari: “talità kum”:

  • a moltissimi ragazzi ed adolescenti, morti nel cuore ,delusi dagli adulti, scontenti di vivere a vuoto, con il muso lungo e senza entusiasmo;
  • a milioni di ragazze e ragazzi che, ingannati da falsi miraggi, buttati sulle strade del ricco mondo per riempire d’oro, col commercio dei loro corpi in fiore, i granai dei malvagi della terra;
  • a fratelli e sorelle che soffrono, angosciati per un tracollo improvviso, per progetti in frantumi, per fatiche di anni, distrutte da una pandemia inattesa;
  • a fratelli e sorelle poveri, senza nessun santo in paradiso, con cumoli di delusioni che, nel chiedere pane, ingoiano lacrime amare;
  • a me, a te, oggi, Gesù continua a gridare forte: talità kum, alzati, cammina…cerca un senso alla vita, perché tutto ha un senso; abbi l’entusiasmo degli innamorati; la generosità dell’albero che dà tutto quello che ha; l’allegria degli uccelli che iniziano la giornata col canto; il coraggio di affrontare quel nuovo che arriva, perché “nulla sarà come prima” e …c’è un tempo sognato che bisogna continuare a sognare!
    Buona domenica nella gioia del Signore Gesù Risorto e vivo in mezzo a noi.