Opinioni

L’invito di Don Fiorillo nel giorno di Ferragosto: è tempo di collegare i sogni con la vita

Le riflessioni dalla pagine del Vangelo che ricorda la “dormitio Mariae”

Carissime/i,
oggi celebriamo la “dormitio Mariae” ,antichissima festa di Maria, divenuta solennità, soltanto, nel secolo scorso e, precisamente, il primo novembre 1950,con la proclamazione del dogma di Maria Assunta in cielo.
La liturgia di questa solennità prevale sulla liturgia della ventesima domenica del tempo ordinario. Interrompiamo, quindi, la lettura del sesto capitolo di Giovanni e ci lasciamo accompagnare, oggi, dal vangelo di Luca (1,39-56).
In questa pagina di Luca abbiamo due protagoniste donne. Due madri, entrambe incinte, in modo “impossibile”. Due donne sole, ma col mistero della presenza di Dio vivo nel loro grembo. Due donne: Elisabetta vecchia, Maria giovane, la prima chiude l’antico Testamento, la seconda apre il nuovo Testamento.


Maria, giunta da Nazareth a Ain Karem, saluta Elisabetta con l’intonare, secondo le consuetudini del tempo, il Magnificat, nel quale proclama che il Signore condanna le menzogne di coloro che si credono signori ed arbitri della storia: “ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili”…e va incontro a chi ha il cuore carico d’amore e l’anima libera: “ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote”.
Il magnificat è l’inno degli “anawim”, i poveri del Signore, che pongono la fiducia non nel potere, nella ricchezza, nella presunzione, ma nel Signore che si china sugli umili, sugli affamati, sui reietti della terra.
Il magnificat è il sogno di una adolescente, Maria di Nazareth che, investita dallo Spirito Santo, proclama un mondo nel quale “pace e giustizia si baceranno” (Isaia) e sorgeranno cieli nuovi e terre nuove” (Apocalisse).
Oggi, dopo 2000 anni, il sogno di Maria resta ancora utopia perché:

  • i troni dei potenti si elevano sempre più in alto ed i poveri, sempre più numerosi, raccolgono qualche briciola caduta dalla tavola del banchetto dei ricchi epuloni della terra;
  • Maria, prima volontaria della storia del mondo cristiano, va da Elisabetta per dare senso alla sua solitudine, nella quale era caduta, dopo l’inattesa gravidanza fuori stagione; oggi, nonostante mille connessioni in rete, giovani e vecchi si sentono sempre più soli, perché manca il pane dell’affetto ed il vino della gioia;
  • Maria va da Elisabetta prendendosi tutto i tempo necessario; noi non abbiamo più tempo, i ritmi della nostra esistenza sono folli; si corre sempre ma, ricordiamoci che quando il ritmo della città è più veloce del ritmo del cuore, siamo perduti”(Charles Baudelaire);
  • Maria va da Elisabetta con consapevolezza e responsabilità; oggi c’è paura di assumersi delle responsabilità, perché responsabilità è rispondere a degli impegni sociali, familiari, civili, religiosi ;responsabilità è non dare la colpa sempre agli altri;
  • Maria ha coniugato sogno e vita; noi abbiamo scollegato i sogni dalla vita, rendendo tutto più grigio; è tempo di collegare i sogni con la vita, perché c’è sempre un sogno sognato che chiede di essere realizzato.
    Buona festività dell’Assunta.