Opinioni

Il messaggio di don Fiorillo per il Natale: La nascita di Gesù vede tutti in cammino. Il cammino è cambiamento

Riflessioni prendendo spunto dalle pagine del Vangelo

Carissime/i,
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra… tutti andavano a farsi censire ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazareth, sali in Giudea, alla città di Davide, chiamata Betlemme (Luca 2,1-2).
Con questo incipit Luca inizia la narrazione della nascita di Gesù e, così, la storia di una povera, ma dignitosa famiglia di Nazareth, entra nella grande Storia.
La nascita di Gesù vede tutti in cammino, ricchi e poveri, per obbedire al decreto del Supremo di Roma.
Il Natale, ieri come oggi, ci mette tutti per strada.
In cammino con Giuseppe e Maria sulle strade che da Nazareth conducono a Betlemme, città del pane: strade che, nove mesi prima, Maria aveva percorso per andare da Elisabetta e Zaccheria.
In cammino i pastori, gli ultimi della terra, considerati dal Talmud uomini scellerati e senza anima.
In cammino per le vie del cielo gli angeli che, sulla grotta, cantano ” gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore”.
In cammino i Magi che, seguendo la stella, vengono alla grotta con doni.
In cammino, dopo qualche giorno della nascita, Giuseppe, Maria ed il Neonato, per il mare di sabbia e di steppe, per riparare in Egitto e sfuggire, così, alla violenza del malefico potere di Erode.
Ancora in cammino, dopo la morte di Erode, per fare ritorno a Nazareth.
Il cammino è cambiamento, è storia che incontra i popoli e dà linfa vitale alle generazioni. I potenti, Erode, i sommi sacerdoti del Tempio sono statici e ostacolano i cambiamenti della storia per paura di perdere tutto.

“Mentre si trovavano in quel luogo ,si compirono per Lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio”(Luca 2,6-7).
Solo tre righe per raccontare l’avvenimento più straordinario della storia del mondo.
Tre righe per dirci che “Dio viene a piantare la propria tenda in mezzo a noi” (Gv 1,14)
Gesù, nato in una sporca stalla e deposto in una mangiatoia, oggi, dà luce e senso:

  • al Natale dei vecchi, isolati, a motivo del coronavirus, in case di cura;
  • al Natale di chi vede la stanza vuota di una persona cara che non c’è più;
  • al Natale dei bimbi non accompagnati che errano per mari e terre alla ricerca di un futuro incerto;
  • al Natale di amori sgretolati da incomprensioni, bugie, separazioni, tradimenti, violenze;
  • al Natale di chi, passati i bollori della giovinezza, si trova in casa solo, perché non ha amato e non si è amato;
  • al Natale miserabile dei ricchi sepolti nelle proprie ricchezze col solo desiderio di averne sempre di più;
  • al Natale di chi ha gli occhi gonfi per il pianto, le rughe che diventano sempre più profonde, i capelli grigi o caduti, i sogni spezzati, viaggi ingoiati dal mare “nostrum” o bloccati da uno dei cento e più muri, costruiti dalla paura e dall’ingordigia umana;
  • al Natale, festa della verità che colma tutte le disperazioni e fa fiorire la speranza e la gioia.
    Buon Natale con la conclusione della poesia “Notte di Natale” di Bertolt Brecht (1898-1956):”Vieni, buon Signore Gesù, da noi,/volgi lo sguardo:/perché Tu ci sei davvero necessario”.