Opinioni

Gesù ci insegna la pedagogia dell’amore. Non amare l’umanità in teoria, ma amare in concreto

Le riflessioni della domenica di mons. Giuseppe Fiorillo

Carissime/i,

il brano di questa sesta domenica di Pasqua (Gv 15,9-17) fa parte del lungo colloquio col quale  Gesù intrattiene familiarmente i Suoi nell’ultima Cena.

Oggi, in questa sezione, ritorna il verbo “rimanere”, come nella pericope della domenica scorsa. “Rimani in me – dice Gesù – ed io vi darò la gioia, vi darò il mio Amore.”

*Il Signore Gesù ci dà la gioia vera, come sa darla Lui, non come la dà il mondo. Il mondo dà una gioia effimera che soddisfa soltanto i sensi per poi lasciare spesso un senso di insoddisfazione: “dopo il pasto ha più fame di pria” (Dante); la gioia, invece, che dà Gesù è gratificante, perché armonizza corpo e spirito nel dare sapore alle realtà che si vivono quotidianamente.

*Il Signore Gesù ci insegna la pedagogia dell’amore: “amatevi gli uni gli altri”. Non amare l’umanità in teoria, ma amare in concreto. Amare le singole persone: marito, moglie, figli, il vicino di casa, il compagno di lavoro, il mendicante che porge la mano all’angolo della strada, l’ammalato che chiede sollievo.

“Amatevi come io vi ho amato”. Imitare il suo stile di amore: si china per lavare i piedi; abbraccia i bambini ponendoli al centro dell’attenzione degli adulti; condanna il femminicidio col fissare gli occhi arrabbiati degli “ortodossi” della legge esclamando dinanzi alla donna terrorizzata: chi è senza peccato scagli la prima pietra…e tutte le pietre cadono per terra e la sventurata è  salva; si commuove dinanzi ad una folla stanca ed oppressa; apre gli occhi ai ciechi; monda i lebbrosi; accoglie tutti coloro che bussano alla porta della sua vita; pone al centro dell’assemblea, nella Sinagoga di Cafarnao, l’ammalato; sceglie di restare sempre dalla parte delle periferie esistenziali restando lontano dal Palazzo del potere che opprime il popolo di Dio.

Con grande umiltà dice a noi: amate come me, non “quanto me”, perché sa che amare quanto Lui sarebbe chiedere troppo, sarebbe chiedere di salire su una croce, come Lui, che per amore e solo per amore si è fatto mettere a morte davanti a tutto un popolo perché: “nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,1).

Buona domenica nella gioia del Signore Gesù Risorto.