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Dopo Renzo, Bertolone. I tormenti della Chiesa calabrese, tra rinunce e dimissioni

Dopo il vescovo di Mileto Nicotera Tropea, adesso si dimette anche l’arcivescovo di Catanzaro Squillace

Cosa sta accadendo alla Chiesa calabrese?

La domanda è d’obbligo, anzi… necessaria. A distanza di pochi mesi, due responsabili di importanti Diocesi rinunciano anzitempo, fatto più che raro, presentando dimissioni, decisioni inusuali anche perché anticipano drammaticamente un’uscita di scena che, a distanza di qualche mese sarebbe potuta avvenire senza traumi e senza scalpore. Dimissioni che puntualmente – inesorabilmente! – il Papa accetta, con successiva nomina di un Amministratore Apostolico, che, benché venga sempre smentito, suona come un commissariamento della Diocesi colpita da queste improvvise, inattese, traumatiche decisioni.

Non si era ancora spenta l’eco della sorpresa e dello sconcerto dei fedeli della Diocesi di Mileto Nicotera Tropea, per le inimmaginabili dimissioni del vescovo mons. Luigi Renzo, stemperata grazie alla veloce (anche in questo caso, sorprendente, per tempestività) nomina del suo successore, che adesso irrompe una notizia che – se si vuole – appare ancor più choccante: l’arcivescovo della Diocesi di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, ha rinunciato alla guida del governo pastolare, e la sua rinuncia è stata accolta da Papa Francesco. Questo il laconico comunicato ufficializzato qualche minuto dopo mezzogiorno: “Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, presentata da monsignor Vincenzo Bertolone“.

A renderlo noto la Diocesi di Crotone-Santa Severina, che ha contestualmente annunciato la nomina ad amministratore apostolico del suo arcivescovo, mons. Angelo Raffaele Panzetta.

La diocesi catanzarese infatti viene definita “sede vacante” a seguito della rinuncia di Bertolone, che è stata formalizzata e resa pubblica quest’oggi, per cui mons. Panzetta, è stato nominato dal pontefice “per accompagnare temporaneamente una chiesa diocesana che si trova priva della sua guida pastorale”.

Quello che colpisce è la tempistica, che lascia più di qualche interrogativo. Alla scadenza naturale del mandato, infatti, mancavano appena due mesi: il prossimo 17 novembre Bertolone compirà 75 anni, età in cui i vescovi vanno in “pensione”. Era sufficiente attendere qualche mese per consentire un’uscita di scena tranquilla, invece, come d’altronde accaduto nei confronti del vescovo Renzo, l’accelerazione impressa dal Vaticano sconcerta e scuote i fedeli… e non solo.

Anche perché – oltretutto – la figura di mons. Bertolone non è stata di sicuro, fino a questo momento, una figura di secondo piano nella Chiesa calabrese, tutt’altro…

Bertolone era stato nominato vescovo per la prima volta il 10 marzo 2007, prendendo la guida della Diocesi di Cassano allo Jonio. Quattro anni dopo, nel marzo del 2011, papa Benedetto XVI lo aveva spostato all’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace dove è rimasto fino ad oggi. Dal 3 settembre 2015, inoltre, è stato presidente della Conferenza episcopale calabra, incarico in cui era stato riconfermato un anno fa, il 1° ottobre 2020. E, dunque, anche per questo, dimissioni che rendono l’intera vicenda ancor pià complessa.

Al punto da chiedersi: Cosa sta accadendo alla Chiesa calabrese?