Opinioni

Don Fiorillo: La vita di coppia non si basa sul possesso, ma sul dono reciproco. Dio congiunge, fa incontrare le vite, le unisce. Dio è amore!

Le riflessione sul Vangelo di domenica 3 ottobre: L’uomo non separi quello che Dio ha congiunto

Carissime/i,
il brano del vangelo di questa 27.ma domenica del tempo ordinario (Marco 10,2-26) ci presenta Gesù che, lasciata definitivamente la Galilea, percorre la Giudea evangelizzando città e villaggi.
Grande folla segue Gesù, venendo anche da oltre il Giordano.
Tra la folla non mancano gli infiltrati, i Farisei, che controllano le parole di Gesù “per metterlo alla prova” e così tentare di screditarlo agli occhi della gente.
Sono tante le questioni che presentano a Gesù: oggi una, in particolare, matrimonio e divorzio: “È lecito ad un marito ripudiare la propria moglie”?
I Farisei lo sanno bene che è lecito, conoscendo quello che Mosè, nel Deuteromio, aveva affermato: “quando un uomo ha preso moglie e…se trova in lei qualcosa di vergognoso, scriva un libello di ripudio, glielo consegni in mano e la mandi via da casa.”(Deuteromio 24,1).
E conoscono bene il Talmud, commento alla Torà, libro riconosciuto sacro dalle Autorità del Tempio: “se una donna non trova più grazie agli occhi del marito la ripudi e sarà salvo”.
E conoscono bene ancora l’insegnamento delle due scuole rabbiniche di Gerusalemme circa matrimonio e divorzio: la scuola di Shamnai e quella di Hillel. La prima, rigorista, afferma che il marito può lasciare la moglie solo in caso di provato adulterio; la seconda, lassista, concede al marito di abbandonare la propria moglie “per qualsiasi motivo”, anche se ha dimenticato di mettere il sale nella minestra.
I Farisei sono a conoscenza di tutto e con la domanda a Gesù: è lecito… vorrebbero trascinarlo nella scelta di una corrente di pensiero a discapito delle altre correnti.
Ma Gesù non ci sta, perché va aldilà di Mosè, va aldilà delle scuole rabbiniche, rifacendosi direttamente al Creatore: “all’inizio della creazione Dio li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie ed i due diventeranno una carne sola”. (Genesi 2,24).
Gesù, rifacendosi alle origini, condanna il maschilismo civile e religioso di tutti i tempi e proclama la parità uomo-donna nel dare rilievo, nel vivace dibattito con i Farisei, alla meraviglia di Adamo dinanzi ad Eva: “questa sì, è osso delle mie ossa, carne della mia carne”.
Carne nel linguaggio biblico sta per vita, esistenza. Ecco a che cosa sono chiamati un uomo ed una donna che si incontrano e si uniscono per realizzare il progetto di Dio e vincere la solitudine: “non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile” (Genesi 2,18).
Il matrimonio, nel superare la solitudine, crea, giorno dopo giorno, nuove relazioni, riempiendo la propria vita di novità, rompendo egoismi, arricchendo l’umanità di nuove vite, i bambini (amore di una coppia che si fa carne), quei bambini che Gesù “prendeva fra le sue braccia, li benediceva ed imponeva le mani su di loro” (Marco 10,26).
Tre verbi: abbracciare, benedire, prendere cura, tre forti messaggi che Gesù coniuga a favore dei bambini e degli “scarti” della terra… e che sono per noi il lasciapassare per entrare nella dimensione sponsale del vangelo di Gesù.
Buona domenica all’insegna delle comunità familiari che Gesù ama.