Opinioni

Don Fiorillo, “Il sogno di Gesù è vivere la vita non da padroni, che vogliono tutto per sé, ma da servi, che aiutano gli altri a danzare la vita”

Le riflessioni sul Vangelo di domenica 17 ottobre: il valore dell’umiltà e della gratuità

Carissime/i
col Vangelo di Marco siamo in cammino con Gesù verso Gerusalemme. Lungo la strada, per ben tre volte, preannunzia la sua Passione e Morte e Resurrezione e, per ben tre volte, ha l’amara esperienza dell’incomprensione dei Suoi.
Al primo annunzio segue la reazione scandalizzata di Pietro (Mc 8,33); al secondo annunzio segue la disputa su chi, fra i discepoli, avrà il primo posto nella costituzione del Nuovo Regno (Mc 9,35);al terzo annunzio e, siamo col brano del Vangelo di questa 29.ma domenica del tempo ordinario (Mc 10,35-45), abbiamo la richiesta dei figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni: “concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra ed uno alla tua sinistra”.
In altre parole, quando a Gerusalemme, prenderai il potere a noi due, i primi ad averti seguito, lasciando reti e barche sulle rive del mare di Falilea, riservaci i posti più prestigiosi.
La richiesta dei due fratelli ci scandalizza: ma come? Gesù parla di Passione imminente e Giacomo e Giovanni pensano ad accaparrarsi il potere!
Ma lo scandalo si ammorbidisce al pensiero che, oggi come ieri, l’orchestra suona la stessa musica. Difatti la scuola, la famiglia, le istituzioni civili ed ecclesiastiche spingono i ragazzi, nella forma meno lesiva, a primeggiare gli uni su gli altri; nella forma più corrosiva insinuano negli animi il sottile veleno che, se vuoi essere il primo, devi sopprimere l’altro, perché l’altro è un avversario, un rivale, un concorrente.
Questi meccanismi perversi rendono la vita frustata, perché non ci si sente mai pienamente arrivati: ci sarà sempre qualcuno che va più veloce di te.
“Impegniamo tutta la vita a costruirci un piedistallo sul quale salire per essere, agli occhi degli altri, sempre più visibili e sempre più potenti…con la paura costante che qualcuno potrebbe abbattere il nostro piedistallo”. (Michel Foucault).
Non è questa la pedagogia di Gesù: Lui ci propone non il piedistallo, ma il grembiule, il grembiule del servizio: “si alzò da tavola (siamo nell’ultima Cena) depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli…poi disse: se dunque io il Signore ed il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri” (Gv 13,4 e 14).
Il sogno di Gesù è vivere la vita non da padroni, che vogliono tutto per sé, ma da servi, che aiutano gli altri a danzare la vita; a non servirsi degli altri, ma abbracciare la causa degli altri per liberarli dai bisogni primari ed esistenziali.
Questa la buona novella, questo il Vangelo di Gesù Cristo che, come pugno di lievito, fermenta, ancora oggi, l’umanità.
“Solo chi vive per gli altri vive responsabilmente, ossia vive” (Dietrich Bonhoeffer, pastore luterano ucciso dai Nazisti nel campo di sterminio di Flossenburg il 9 aprile 1945).
Buona domenica all’insegna di una vita donata.