Opinioni

Don Fiorillo, Gesù pone a noi domande invitandoci a completare il nostro cammino dietro a Lui, a seguirlo fedelmente

Riflessioni sul Vangelo di domenica 12 settembre

Carissime/i,
camminiamo, domenica dopo domenica, col Vangelo di Marco.

La pagina odierna (Mc 8,27-35) ci narra di Gesù in cammino verso i villaggi intorno a Cesarea di Filippo, all’estremo Nord della Galilea, al confine con l’attuale Siria e Libano, ai piedi del monte Ermon, alle sorgenti del fiume Giordano.
E strada facendo prepara i Dodici alla grande rivelazione con delle domande. Gesù fa delle domande, perché le domande fanno crescere, aiutano a partorire i valori dell’esistenza, dare senso alla propria vita.
Gesù in questo viaggio non da risposte “nella vita più che le risposte contano le domande, perché le risposte appagano e ci fanno stare fermi, le domande invece ci obbligano a guardare avanti e ci fanno camminare” (Pier Luigi Ricci).
Ecco la prima domanda: “la gente, chi dice che io sia?”
I dodici, che vivono fra la gente, danno delle risposte tutte legate al passato.
Ecco delle risposte: per alcuni Gesù è un profeta potente in opere e parole, per altri è il grande Elia, rapito in cielo (2Re 2,1-18) e ritornato in terra per mettere ordine, per altri ancora è Giovanni il Battezzatore, ucciso da Erode e risorto dai morti.
Il gruppo cammina e Gesù ascolta e, giunti lassù, al confine, alle sorgenti del fiume Giordano, pone una domanda diretta, esplicita: “ma voi, chi dite che io sia?” Grande silenzio, rotto dalla confessione di Pietro: “tu sei il Cristo, l’unto, il Figlio di Dio”.
Oggi la domanda è rivolta a me, a te, a tutti noi, che aderiamo al suo messaggio: chi sono io per te?

  • tu sei un pugno di lievito che fermenta la massa umana e non tanto una occasione per celebrare riti vuoti;
  • sei un amore infinito che porta olio alla lampada che sta per spegnersi, che solleva la canna inclinata, che soccorre i deboli senza violentare la loro libertà;
  • sei uno che entra nei palazzi del potere soltanto da prigioniero, da uomo libero, prediligi le case di periferia, proclamando beati i miti, i disarmati, i perseguitati, i facitori di giustizia;
  • “sei per me quello che la primavera è per i fiori,/quello che il vento è per l’aquilone” (Giuseppe Centore);
  • “sei Cristo, mia dolce rovina,/impossibile amarti impunemente” (Davide Maria Turoldo);
  • “sei una mano che ti prende le viscere e ti fa partorire Vita più grande” (Alda Marini).
    Buona domenica nella gioia di Cristo che viene sempre in mezzo a noi.