Opinioni

Don Fiorillo: Gesù invita a porsi al servizio di tutti, soprattutto di quelli che non hanno voce. “Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti, e il servo di tutti”

Le riflessioni sul Vangelo di domenica 19 settembre

Carissime/i,
Gesù, dopo la proclamazione di Fede di Pietro, a Cesarea di Filippo, con i suoi Dodici attraversa la Galilea, evitando di proposito le folle (Marco 9,30-37).
Gesù si dedica totalmente ai suoi con una catechesi lungo la strada ed un’altra in casa, a Cafarnao.
Cafarnao, cittadina sulle rive del mare di Galilea, dopo Nazareth, viene scelta da Gesù ,come centro della sua missione in Galilea. Da Cafarnao si parte e, dopo giorni, si ritorna a Cafarnao.
La catechesi lungo la strada verte sulla interpretazione del ruolo del Messia “uomo dei dolori che prende su di sé tutte le scelleratezze degli uomini” (Isaia).
“Il figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno ;ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risorgerà'” (Mc 9,31).
I dodici non capiscono le parole e non osano interrogarlo, dopo il rimprovero fatto a Pietro, qualche giorno prima, alle sorgenti del fiume Giordano. Preferiscono sognare un Messia glorioso con la spartizione dei primi posti nel regno che verrà.
Gesù cammina avanti ai Dodici, i quali, a gruppi ,scatenano delle dinamiche di potere.
Rientrato a casa, a Cafarnao, Gesù, che in viaggio, aveva rispettato la loro libertà, nel parlare chiede: “di che cosa stavate discutendo lungo il cammino?” Tacciono tutti. Lungo la strada avevano discusso tra loro chi fosse il più grande nel nuovo regno.
Questa vicenda dà a Gesù l’occasione per chiarire l’idea dell’essere primo nella società, sia civile che religiosa.
Il potere – afferma Gesù – è servizio, altrimenti è oppressione dei più umili e derelitti della terra. Il tutto Gesù lo rende semplice con l’icona del bambino. Tanti bambini girano sempre attorno a Gesù. Oggi, in casa, ne prende uno, lo abbraccia, lo pone in mezzo a loro ed afferma: “se non diventerete come questo bambino voi non capirete il regno di Dio”
Gesù pone sempre al centro la fragilità delle persone. C’è un paralitico nella Sinagoga di Cafarnao: lo mette al centro dell’assemblea e lo guarisce, anche se è sabato; un giorno, una donna, accusata di adulterio, stava per essere lapidata, Gesù la pone al centro e dice: chi è senza peccato scagli la prima pietra… e le pietre cadono dalle mani dei terribili difensori della legge.
Oggi, al centro, c’è un bambino.
Al tempo di Gesù i bambini erano esseri senza nessun diritto, fragili ed in balia degli adulti.
Oggi, come ieri, per tanti aspetti:

  • bambini nel Congo, in miniera, ad estrarre cobalto per i nostri cellulari, tablet, computer e, dopo 5- 6 anni ammalarsi di tumore e morire;
  • bambini soldato, rubati alle loro famiglie per essere addestrati alla crudeltà della guerra;
  • bambini schiavi del sesso sulle strade del ricco mondo;
  • bambini, violentati nella carne e nello spirito, per essere pezzi di ricambio di altri bambini;
  • bambini…bambini…e sempre più bambini oggetto;
  • ma a noi oggi un bambino c’è dato da Gesù, quale icona del potere- servizio; un bambino da accogliere per la semplicità, per la sincerità, per la purezza…altrimenti “avremo nella nostra società un inverno lungo e freddo” (Karl Rahner, teologo).
    Buona domenica nella gioia del Signore che ci parla sempre con la forza della sua Parola.