Opinioni

Don Fiorillo ci invita a raccogliere la chiamata di Gesù: Effatà, non più prigionieri della nostra solitudine

Le riflessioni sul Vangelo di domenica 5 settembre

Carissime/i,
con la pagina odierna del Vangelo (Mc 7,31-37), continua la narrazione delle storie, raccolte da Marco nel settimo capitolo.
Gesù, dopo la dura polemica con Scribi e Farisei e dopo aver proclamato il primato della coscienza su ogni osservanza esteriore e su ogni legalismo, lascia la sua terra ed il suo popolo. Va in Fenicia, in un territorio straniero e pagano e compie miracoli, ridando vista ai ciechi, udito ai sordi.
Per Lui non c’è luogo privilegiato, non c’è popolo eletto, ma ovunque c’è, soprattutto, l’uomo con i suoi bisogni e le sue necessità.
Dopo la sua missione in Tiro e Sidone, per far ritorno verso il mare di Galilea, Gesù affronta un lungo cammino verso Est, percorrendo la Decapoli, territorio composto da dieci città, collocate dai Romani presso la frontiera orientale, fra le attuali Giordania, Siria ed Israele.
In una di queste città gli portano un sordomuto pregandolo di imporgli la mano e guarirlo .
Ma Gesù fa di più: lo porta in disparte, lontano dalla folla, risveglia la sua corporeità; tocca la sua vita: prende la faccia fra le sue mani, lo fissa negli occhi, mette le dita negli orecchi e con la saliva gli tocca la lingua. Poi eleva una supplica verso il Padre e grida al sordomuto: “effatà, apriti”…e gli orecchi si aprirono ed il nodo della lingua si sciolse e parlava correttamente.
Il sordomuto è paradigma di noi stessi e di coloro che sono prigionieri del proprio io; di coloro che non ascoltano le cose profonde della vita e che non si relazionano con i compagni di viaggio, restando prigionieri della propria solitudine.
Oggi anche a me Gesù grida il suo Effatà:

  • effatà, apriti a Dio che guarisce le tue ferite ed annunzia tu la bellezza, l’apertura alla carità, la fiducia nella speranza in un mondo nuovo che verrà;
  • effatà, in un mondo di competizioni, di protagonismi, di chiusura, apriti alla vita oblativa, alla gioia di vivere, all’Amore, perché la vita è troppo corta per essere egoista;
  • effatà, apriti “perché il primo servizio da rendere ai fratelli è quello dall’ascolto. Se non sai ascoltare il fratello, assai presto, non saprai ascoltare neppure Dio, perché sarai sempre tu a parlare, anche con il Signore” .(Dietrich Bonhoeffer)
    Buona domenica nella gioia del Signore.