Opinioni

Don Fiorillo, assai duro è Gesù con i “cattivi maestri”: quanti cristiani con la loro incoerenza allontanano la gente; non si può dire una cosa e farne un’altra

Le riflessioni sulla pagine del Vangelo di domenica 26 settembre

Carissime/i,
Gesù, prima di iniziare l’ultimo viaggio, che dalla Galilea porta a Gerusalemme, si intrattiene con i Dodici, qualche giorno ancora, in una casa, a Cafarnao con una chiara catechesi sul significato profondo, alla luce delle Scritture, del suo morire e dopo tre giorni risorgere alla Vita.
La pagina odierna del Vangelo di Marco (Mc 9,38-43.45.47-48) ci presenta più messaggi, legati da due parole-chiave (nome e scandalo).
Nome.
Ci soffermiamo sulla prima storia nella quale si narra di Giovanni, il futuro teologo del quarto Evangelo, il “figlio del tuono” che, fuori casa, avendo incontrato un uomo che, in una preghiera di guarigione, invoca il nome di Gesù, con forza glielo proibisce, perché non è del gruppo, “non è dei nostri”.
L’episodio, venuto a conoscenza di Gesù, uomo senza frontiere, invita Giovanni e gli altri a mettere da parte gelosie e primogeniture, aprendo, così ,orizzonti senza steccati: “non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è con noi”.
La risposta di Gesù a Giovanni per il quale viene prima l’istituzione, la difesa del gruppo e poi la persona, provoca l’effetto di un terremoto.
Come l’effetto di un cataclisma (prima lettura odierna) aveva prodotto, secoli prima, la risposta di Mosè a Giosuè, il quale aveva impedito a due persone, Eldad e Medad di profetizzare, perché erano fuori dalla Tenda dall’assemblea di Dio: “fossero tutti profeti – esclama Mosè – nel popolo del Signore e volesse il Signore dare loro il suo Spirito” (Numeri 11,29).
Scandalo.
Pretendere il monopolio della presenza del Signore è occasione di scandalo, di inciampo, soprattutto per i “piccoli” che camminano verso Dio. Ed i piccoli, oggi, nella chiesa sono “quei cristiani la cui fede è soggetta a turbamento” (Romani 14,1-20) a motivo di cattivi pastori ” che feriscono la loro coscienza, peccando contro Cristo” (1Cor.8,12).
Assai duro si mostra Gesù verso questi cattivi maestri: “se la tua mano è motivo di scandalo,tagliela….se il tuo piede è motivo di scandalo,taglielo….se il tuo occhio è motivo di scandalo, cavalo”…
Il mondo semita, al quale Gesù appartiene, ama tonalità forti, colori vivi, simbologie complesse.
Ma aldilà di tutto ciò, c’è il richiamo di Gesù ad una mano, un piede, un occhio convertiti ad un operare, un camminare, un vedere gioie, dolori, attese, speranze per la realizzazione di “cieli nuovi e terre nuove”.
Oggi, anche se lontani dalla Chiesa, sono con Cristo, anche se alle volte neppure lo sanno:

  • coloro che lottano contro i demoni odierni che insidiano il buon vivere umano: ingiustizie, violenze, mafie, volgarità, corruzioni;
  • coloro che sono capaci nel mondo di compiere miracoli di amore, di vita, di libertà, di futuro;
  • coloro che imparano sul campo a sentire le sinfonie del pianto dei bambini, del lamento delle mamme, del passo lento dei vecchi, scrigno di saperi e conoscenze di Vita;
  • coloro che piantano un fiore che, se anche nasce e cresce fuori dal nostro giardino (la chiesa) è sempre un fiore.
    Buona domenica nella gioia del “Signore dispensatore di lumi” (san Giacomo) a tutta l’umanità di buona volontà.