Opinioni

Don Fiorillo, ascoltare e amare il prossimo è il più importante impegno di ogni cristiano

Riflessioni sul Vangelo di domenica 31 ottobre

Carissime/i
con questa pagina del vangelo di Marco (Mc 12,28-34) siamo con Gesù a Gerusalemme.
A Gerusalemme, da giorni, Gesù, nel Tempio, affronta delle controversie con Scribi e Farisei ,i quali, data la sua popolarità, vorrebbero screditarlo agli occhi del popolo…ma Lui ne esce pienamente convincente, a tal punto che, uno scriba, avvertendo il pericolo di perdersi nella selva dei precetti ( 613 di cui 365 al negativo,248 al positivo), si avvicina al rabbi e gli chiede: “qual è il primo dei comandamenti?”
Gesù gli risponde con l’autorità del Deuteromio, libro della Torà di sua conoscenza: “Il primo è: ascolta Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore :amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.”
Il secondo è questo: “Ama il tuo prossimo come te stesso.”
Due comandamenti, ma un solo amore. Una unica sinfonia: l’incontro dell’amore verticale (Dio) con l’amore orizzontale (il prossimo).
Tutta la giungla delle prescrizioni, nella quale il pio scriba si sente soffocare, svanisce nel colloquio con il rabbi di Nazareth, a tal punto da dichiarare: “hai detto bene, maestro, è secondo verità che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici.”
E Gesù gli disse: “non sei lontano dal regno di Dio”.
Non sei lontano, ma non dentro il regno di Dio, perché lo scriba si è fermato alla conoscenza della legge, senza una caduta nella vita quotidiana.


Rischio che può accadere, oggi, anche a noi:

  • restare nella conoscenza di Cristo, della teologia, della morale, ma senza minimamente entrare nel mistero della Grazia che salva e vivifica;
  • studiare i fenomeni della povertà che diventa sempre più preoccupante; conoscere il dramma degli emigranti che, sradicati dalle loro terre, vagano per i deserti del nostro mondo…ma non muovere un dito per risolvere qualche disagio delle persone “della porta accanto”;
  • la gente chiede, soprattutto ai preti, più tempo per l’ascolto “ascolta Israele”, più attenzione per le narrazioni delle ferite che lacerano la vita e… si preferisce vivere in leggerezza, senza coinvolgimenti con gioie e dolori dell’umanità.
    Buona domenica all’insegna del considerare nostro prossimo tutto ciò che vive con noi sulla terra: persone, natura, acqua, aria, piante, animali.