Città e ambiente

Da Paestum l’idea di un itinerario culturale europeo per collegare la Calabria e il Sud Italia con i Paesi del Mediterraneo orientale (foto)

Il turismo archeologico subacqueo e le sue potenzialità alla Borsa mediterranea del turismo archeologico

Il turismo archeologico subacqueo e le sue potenzialità è stato il tema centrale della seconda giornata della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in corso di svolgimento a Paestum e che sta vedendo primaria protagonista la Calabria con i suoi molteplici siti storici.

Alla prima Conferenza sul tema, aperta dall’ideatore della Borsa, Ugo Picarelli, alla presenza di esperti di spessore, anche internazionale, sono intervenuti, per la Calabria, Fabio Bruno, Associato del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale Università della Calabria “Progetto BlueMed per la valorizzazione e fruizione del patrimonio sommerso” che si è concentrato sull’area archeologica subacquea di Capo Rizzuto; e il sottosegretario per il Sud, la vibonese Dalila Nesci, a cui sono state affidate le conclusioni.

Nel corso dell’evento, che ha visto la contestuale consegna del Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”, è stata presentata ufficialmente la candidatura di certificazione di un Itinerario Culturale Europeo “Mediterranean Underwater Cultural Heritage” (una rete che collegherà Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Egitto, Grecia, Israele e Turchia attraverso i siti di Capo Rizzuto, Baia Sommersa-Parco Sommerso di Gaiola,  Egnazia-Isole Tremiti-San Pietro in Bevagna, Isole Egadi-Pantelleria-Plemmirio-Ustica, Alessandria d’Egitto, Pavlopetri-Peristera, Caesarea Maritima e Kızlan), che rappresenta una risorsa chiave per il turismo responsabile e lo sviluppo sostenibile. Un progetto che nasce dalla considerazione che ci sono ancora pochi itinerari o aree archeologiche subacquee attrezzate e fruibili al pubblico, sia in Italia che nel Mediterraneo, le cui potenzialità per lo sviluppo locale delle tante destinazioni che richiedono nuove offerte turistiche nel segno della tutela, delle esperienze autentiche e della sostenibilità, sono indubbie.

Fabio Bruno ha quindi focalizzato il proprio intervento sulle finalità e gli obiettivi di “Bluemed” e “Bluemed Plus”, che prevede la presenza di diversi siti pilota tra cui l’area marina protetta di Capo Rizzuto, evidenziando le potenzialità di tale settore: “Intanto da un punto di vista del turismo le immersioni nel Mediterraneo sono possibili nove mesi l’anno, il turismo subacqueo è sostenibile anche per le destinazioni minori, e ha vette di fatturato che raggiungono i 20-30 milioni di euro l’anno”. E sulle potenzialità, Bruno ha evidenziato l’importanza della creazione di pacchetti turistici tematizzati, la promozione delle risorse locali su scala globale, la destagionalizzazione del turismo marittimo. Quattro le direttrici su cui punta il progetto: Documentazione, valorizzazione in situ, conservazione e fruizione remota”.

Per quanto concerne Capo Rizzuto, l’esperto ha affermato che “in questo caso siamo stati facilitati in quanto nell’area archeologica sommersa esistevano già dei relitti nei pressi dei quali cui sono stati installati pannelli, realizzata la documentazione tridimensionale la possibilità di effettuare le immersioni. Sono stati, inoltre, previsti dei centri-visita per fornire informazioni anche a chi non ha esigenza di immergersi e offrono informazioni anche di biologia marina”. Blumed Plus, nato nel 2021, e prosecuzione di Blumed, è quindi un’occasione per mettere in rete varie realtà subacquee esistenti nel Mediterraneo, rendendole più vicine.

Le conclusioni della Conferenza sono state affidate al sottosegretario Dalila Nesci ha parlato di “giornata formativa che dovrebbero essere molto più frequenti. Eventi come questi sono rappresentano un messaggio diretto alle istituzioni perché evidentemente ci deve essere maggiore impegno per incentivare questi momenti di dialogo. Il Mezzogiorno – ha aggiunto il sottosegretario – è ricchissimo di tante bellezze comuni e preziose ma dobbiamo fare rete sulle buone pratiche per la loro tutela. Dobbiamo, quindi, tenere cura ai nostri tesori, cura che parte dalla conoscenza delle attività da svolgere, a partire da quelle locali”.

“La nostra storia e la nostra cultura, raccolte nei centri museali e nelle aree archeologiche della regione, rappresentano un patrimonio straordinario che dobbiamo continuare a promuovere e valorizzare. Sono lieta – ha aggiunto Nesci – di poter apprezzare le realtà culturali del territorio presenti alla Borsa che si stanno sempre più affermando, come il Castello di Bivona o il Tempio di Apollo Aleo, la città di Reggio e il Parco di Sibari. Un pensiero particolare al Polo museale di Soriano Calabro, per la prima volta presente a questo appuntamento. Con il CIS Calabria abbiamo voluto investire proprio sulle nostre risorse ambientali, turistiche e culturali per favorire lo sviluppo. Anche dal punto di vista del turismo archeologico subacqueo, con l’area marina di Capo Rizzuto, o quelle di Capo Colonna, Capo Pellegrino e Capo Cimini, la nostra regione – ha concluso Nesci – può offrire un contributo straordinario sia in termini di reperti che di bellezza dei fondali”.

La parlamentare ha rilevato poi come la conservazione culturale sia “la chiave dello sviluppo, con il Pnrr che darà la possibilità di rispondere a tale necessità. Questo governo si è impegnato a chiudere faticosamente il pacchetto di investimenti del Recovery Plan e il Ministero del Sud ha voluto dedicare una quota di garanzia al Meridione, intorno al 40% delle intere risorse del Pnrr, per sanare quelle criticità strutturali che caratterizzano questa porzione della Penisola. Ci sarà molto spazio per le progettualità e, pertanto, quale migliore ambito di quello emerso dalla Borsa mediterranea del Turismo archeologico?”

“Come governo – ha concluso Dalila Nesci – stiamo facendo arrivare supporto tecnico ai Comuni per la progettualità con un concorso pubblico per 2.800 posti. Senza dimenticare i 2,4 miliardi di euro del progetto dei per la rivitalizzazione dei borghi”.