Costume e società

Arcicaccia Vibo Valentia contesta la recente operazione di immissione di selvaggina

Dura nota diramata dal presidente provinciale Domenico Pitimada

L’operazione di immissione di selvaggina effettuata alcuni giorni viene ora contestata da Arci Caccia e Pesca di Vibo Valentia, che, in in una nota invita dal presidente Domenico Pitimada, stigmatizza queste pratiche, che a loro giudizio sono definite erroneamente come ripopolamento: “in realtà – è spiegato nella nota – si tratta invece più di “pronto caccia”, che di piano capace di riprodurre selvaggina”.

“Si continua in questa errata consuetudine – dichiara Domenico Pitimada – seppur scientificamente dimostrato, che questo periodo non è idoneo: la selvaggina ha poche possibilità di sopravvivere. Si continua a impiegare il denaro dei cacciatori in maniera discutibile, che agevola solo il clientelismo e i fornitori di selvaggina”.

“Gestire l’attività faunistico-venatoria non è facile – riconosce Arci Caccia e Pesca Vibo Valentia – richiede impegno, conoscenza, voglia di fare bene e ascolto: sembra che queste qualità siano assenti in chi si attarda a praticare azioni non produttive e poco soddisfacenti per la caccia. Discutibili anche le zone di destinazione della selvaggina; frequentemente lasciate alle decisioni incaute, egoistiche e individuali che non “seguono” criteri di vocazionalità idonee per le diverse specie di selvaggina”.

La conclusione cui giunge l’associazione è sibiliina: “Tra l’altro, queste immissioni vengono effettuate a ridosso della campagna per il tesseramento: è un caso?”.