Opinioni

Addio Raffaella Carrà, icona della rivoluzione dolce del costume italiano

La showgirl aveva compiuto 78 anni lo scorso 18 giugno

La sua risata era contagiosa. Il suo ombelico rivoluzionario. La sua classe innata. Ha fatto sognare gli italiani. Icona di una bellezza da paradigma: bionda gambe lunghe che muoveva con destrezza, sensuale senza mai esagerare, provocante ma mai volgare. Sintomatico che, oggetto del desiderio dell’italiano medio, eterosessuale senza dubbio alcuno, fu ugualmente riferimento anche della comunità gay, che la elessero loro icona e sempre, anche in questo caso, presente senza un accenno che andasse oltre alla sua classe, ad una eleganza che incuteva rispetto ma che non creava barriere o distanza: bastava una sua risata a rompere la più piccola, accennata tensione.

Quando, a fine carriera, fu chiamata ad essere giudice dei talent show, diede conferma della sua professionalità, del talento ed anche dell’intuito capace di individuare l’artista che si nasconde in un giovane ancora acerbo.

Chi ha vissuto la propria adolescenza a cavallo degli anni ‘70/’80 è costretto a fare uno sforzo immane nel dare l’Addio a Raffaella Carrà.

È stata un’artista completa: showgirl, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva, radiofonica e autrice televisiva. Definita “la regina della televisione italiana”, in quegli anni era presente nei palinsesti televisivi e durante la sua lunga carriera è diventata un’icona della musica e della televisione non solo italiana, riscontrando grandi consensi anche all’estero, soprattutto in Spagna.

Nel corso della sua carriera, come ha dichiarato lei stessa in un’intervista sul settimanale TV Sorrisi e Canzoni, ha venduto oltre 60 milioni di dischi e durante un’ospitata a Domenica In condotta da Pippo Baudo ha inoltre dichiarato di possedere 22 dischi tra platino e oro.

A dare il triste annuncio il suo compagno di una vita, Sergio Japino unendosi al dolore dei nipoti Federica e Matteo, di Barbara, Paola e Claudia Boncompagni, degli amici di una vita e dei collaboratori più stretti: “Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre“. 

Aveva compiuto 78 anni lo scorso 18 giugno.

In quella Italia del post-boom, ancora provincialotta e bacchettona, in cerca di un nuovo ruolo nel mondo postsessantottino che aveva cambiato i costumi, Raffaella Carrà prese per mano gli italiani e con la semplicità dell’ovvio compì una rivoluzione sociale e di costume con disarmante naturalezza. Fu suo il primo ombelico mostrato in tv. Fu lei a lanciare il Tuca Tuca, ballo dalle accennate movenze sensuali che sdoganava il contatto pubblico tra uomo e donna. Mitica rimane la performance fintotimida di Alberto Sordi, con la quale un popolo intero si identificò: invidiandolo ed imitandolo. Da quel momento cambiarono finanche gli equilibri interni della famiglia tipo italiana, dove ogni donna – non importava l’età o il vigore fisico – dove ogni uomo – con la pancetta oppure dal fisico asciutto – si immaginava Raffaella Carrà e Alberto Sordi, pronti ad interpretare il proprio casalingo Tuca Tuca.

Bellezza senza tempo, dalla simpatia contagiosa, dall’umanità straordinaria (non ha avuto figli, ma in realtà ne ha avuti a migliaia, come i 150mila fatti adottare a distanza grazie ad “Amore», il programma che più di tutti le era rimasto nel cuore.

Addio Raffaella Carrà… che ha fatto sognare, tutti. Tutti!